001. Che cos’è mob.is.it. Fare business online.

Ciao! Sono Silvio Porcellana e questo è il podcast in cui ti racconto la mia avventura di business online: i risultati raggiunti, gli obiettivi mancati, i progetti, le speranze, i fallimenti e i successi di un imprenditore in viaggio verso i €10k di revenue ricorrenti mensili, e oltre.

Dopo l’episodio di presentazione della scorsa settimana eccoci alla prima vera puntata del mio viaggio imprenditoriale, il primo momento di riflessione in cui guardare ai passati sette giorni per fare il punto della settimana trascorsa fra il 2 e l’8 ottobre 2015.

 

Risultati della settimana

Dal punto di vista dei risultati la settimana è stata promettente ma, alla fine, molto poco produttiva. Ci sono state oltre 30 nuove registrazioni sul sito, cioè persone che hanno avviato il free trial di mob.is.it lasciandomi il loro indirizzo email e iniziando la prova della piattaforma. Il tasso di conversione – cioè la percentuale di visite al sito che si sono “convertite” in una registrazione – è buono, intorno al 10%, quindi qui bene.

Dove va molto meno bene è invece il tasso di conversione premium, cioè le persone che dopo aver provato la piattaforma decidono di acquistare uno dei pacchetti presenti sul sito e quindi di darmi dei soldi, ogni mese. E qui probabilmente serve una piccola spiegazione di che cosa è e come funziona il business di mob.is.it.

Nella sua definizione tecnica, mob.is.it è un software online per creare siti mobili e applicazioni native. Praticamente è un editor – tipo Word, diciamo – che produce dei siti ottimizzati per essere utilizzati su smartphones e telefonini. In più, con lo stesso editor è possibile creare applicazione native, cioè quelle app che noi sicuramente abbiamo scaricato e installato sui nostri smartphones.

mob.is.it è un SaaS, ovvero un “Software as a Service”: abbiamo detto che è un “software” (come Excel, Photoshop o Frontpage, per chi se lo ricorda) che però non viene installato sul tuo computer ma che puoi usare solo online – come Google Docs o in generale tutti i siti web che ci fanno “fare” qualcosa su Internet, tipo WordPress o Tumblr. Contrariamente ad esempio a WordPress,  però, non devi installare niente da nessuna parte e non devi avere uno spazio di hosting tuo: mob.is.it fornisce il servizio “chiavi in mano”, tu devi solo registrarti e puoi subito usare il software.

Il modello di business (diciamo…) è quello che si chiama “freemium” che è una crasi (ammazza…) di “free” e “premium”: in sostanza io ti faccio usare gratis un po’ del sistema ma poi se vuoi usare tutte le funzionalità senza limiti devi pagare un canone mensile. Nel caso di mob.is.it tu puoi creare tutti i siti gratis che vuoi ma dopo 30 giorni scadono e non sono più visualizzabili: l’incentivo ad acquistare uno dei pacchetti con pagamento mensile è dunque non far scadere i tuoi siti e poterli usare e avere attivi per sempre (o quantomeno finchè continui a pagare).

Ok, detto tutto ciò e spiegato come funziona e che cosa è mob.is.it, torniamo alle dolenti note: questa settimana nessuno ha acquistato uno dei pacchetti che vendiamo, e quindi le MRR (le revenue mensili ricorrenti, che sono il parametro fondamentale per valutare il successo di un business come il mio) sono rimaste uguali a quelle della settimana scorsa, €2.581. Continuiamo con ‘sta tabbaccheria…

Chiaramente l’acquisto da parte dei clienti di un pacchetto con canone mensile è l’elemento essenziale per far crescere ‘ste benedette revenue mensili ricorrenti (che sono appunto “revenue”, cioè ricavi, “mensili”, cioè che arrivano tutti i mesi, e “ricorrenti”, cioè che arrivano da sole senza che io e mob.is.it debba fare altro che continuare a erogare il suo servizio). E’ quindi evidente che è questo lo snodo del business più importante: far crescere il numero di persone che acquistano un pacchetto con pagamento mensile.

 

Fare business online

Visto che stiamo parlando di business online e di come funziona mob.is.it dal punto di vista “aziendale”, colgo l’occasione per un breve excursus sulle modalità per guadagnare sul web (ispirato anche da un recente podcast di Chris Ducker).

Vediamo allora i 5 possibili modi di fare business online, in ordine di risultati attesi e potenziale:

  1. affiliate marketing: si invitano persone all’interno del proprio social network, lettori del nostro blog o visitatori delle nostre pagine social a comprare dei prodotti (ad esempio su Amazon) e si guadagna una commissione per ogni vendita o “conversione” realizzata. Poco complicato ma non semplice da scalare (far crescere), soprattutto perchè è difficile trovare prodotti facili da vendere e con una commissione sufficientemente remunerativa. In più, bisogna avere lo spirito del venditore, fare social networking… insomma deve piacere!
  2. offrire la propria consulenza o servizi: non molto scalabile ma tutto sommato facile – e infatti è quello che fanno tantissimi. Basta un blog o una landing page e una competenza/capacità che possa interessare a qualcuno, ad esempio in ambito web marketing, Search Engine Optimization, ma anche servizi di copywriting, grafica, programmazione. Il classico freelance con diversi clienti a cui offre le sue competenze. Non mi piace molto vista la difficoltà di far crescere le revenues (l’unico modo è aumentare il costo orario, e non è facile) e soprattutto la rottura di avere a che fare con clienti che pensano di essere il centro dell’universo. Ma è la strada più comune – e questo è anche un problema, la concorrenza e la difficoltà di farsi notare.
  3. creare corsi online: questa è la versione “automatizzata” dello step precedente. In sostanza si prende la propria competenza, la si “impacchetta” in una serie di corsi (di solito dei video e/o degli ebook) e poi si vende, “one shot” (cioè facendo pagare per vedere il corso o scaricare l’ebook) oppure in maniera ricorrente, per accedere ad una serie di lezioni…
  4. …e qui passiamo allo step successivo, già più interessante: creare un sito di lezioni con accesso “premium”. I clienti, in sostanza, pagano un canone mensile per avere accesso a questa area privata dove periodicamente vengono pubblicati nuovi contenuti, materiale, video e corsi. E’ un metodo molto scalabile e ricco ma richiede un lavoro non indifferente perchè se il nuovo materiale aggiunto è scarso sia in termini quantitativi che qualitativi i clienti cancellano la sottoscrizione e il brand (di solito un “personal” brand) ne risente per sempre (ricordate, Internet non dimentica MAI!)
  5. e quindi arriviamo al “Sacro Graal” del business online: il SaaS. Ovviamente voi penserete che sono poco obiettivo (è il metodo che io ho scelto) ma secondo me offrire un servizio online che una volta fatto funziona “da solo” e produce revenue costanti è il segreto per lavorare poco (l’attività principale è assicurarsi che il sistema funzioni) e guadagnare tanto (io lì non ci sono ancora ma si può fare). Certo, il servizio, il sito, il software va scritto e prodotto, è chiaro – però questo è secondo me l’investimento migliore che si possa fare per creare un business su Internet.

 

Fails

Ok, chiusa questa parentesi sui business online, per la trasparenza che ho promesso all’inizio del mio racconto e soprattutto perchè tutto questo sia un vero e proprio diario di bordo e momento di auto-riflessione, ogni settimana racconterò gli risultati raggiunti, quelli che volevo raggiungere ma che ho mancato e i progetti e obiettivi per i successivi sette giorni.

Cominciamo dai fails, cioè dalle cose che mi ero ripromesso di fare ma che non ho fatto:

  • Il principale fail della settimana è che non sono riuscito a finire la registrazione degli screencast del videocorso di mob.is.it
  • L’altro fail che spero però di risolvere entro brevissimo è che non abbiamo finito, io e il mio CTO, il testing e il deployment di alcune nuove funzionalità nelle applicazioni native prodotte con mob.is.it – ovviamente per colpa mia…

Tutto sommato la settimana non è andata male, in termini di cose fatte, e questo lo vediamo dai…

 

Wins

Tra gli obiettivi raggiunti e le attività di cui sono più soddisfatto nei passati 7 giorni ci sono:

  • con Valeria, la copywriter e content marketing manager di mob.is.it fresca di nomina, abbiamo impostato il lavoro per le attività di content marketing che faremo nei prossimi 6 mesi, definendo il calendario editoriale e soprattutto le procedure e gli strumenti che utilizzeremo (Trello, Streak e Google Docs)
  • ho proseguito (e spero quasi completato) l’integrazione con Xero e il nostro sistema di fatturazione: questo dovrebbe permetterci di automatizzare molto la contabilità facendoci risparmiare sui costi del commercialista
  • questo podcast

 

Obiettivi per la settimana prossima

Per i prossimi sette giorni, quindi la settimana che va dal 9 ottobre al 15 2015, ho questi obiettivi:

  1. completare i fail di questa settimana, quindi concludere la registrazione degli screencast per il videocorso e terminare il testing e deplyoment delle nuove funzionalità nella creazione delle app native
  2. completare tutti gli step burocratici (che palleeee!!) per poter avviare lo stage con Elena, la stagista che verrà presto a collaborare con me
  3. avviare l’attività di content marketing. Fino ad adesso siamo andati alla grande, con tutti gli step e i documenti che avevo programmato scritti (benissimo! Grande Valeria!) e nei tempi giusti. Adesso c’è da partire con il vero e proprio calendario editoriale, gli articoli e il guest blogging…
  4. preparare la tecnologia per avviare i webinar quindicinali che ho in mente di fare per mob.is.it
  5. essere di nuovo qua a raccontarvi tutto fra sette giorni.

E voi, ci sarete?

[foto credits: cayusa]

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