018. Pigro! Ma quanto vale il mio tempo? Ecco un metodo “scientifico”

Gentilissimi ascoltatori e lettori di Opus Digitalis, bentornati!

Wins, fails e risultati

Entriamo subito nel vivo di una settimana che di vivo ha avuto proprio poco: la pigrizia, la stanchezza e la mancanza di disciplina in questi ultimi sette giorni hanno vinto, su tutta la linea. Praticamente è tutto stato un grosso fail senza nessun win: non ho ancora trovato il mio “SEO expert” e a dire il vero ho forse più dubbi di prima, non ho fatto il webinar e l’ho ancora una volta vergognosamente spostato alla settimana prossima, non ho seguito praticamente nessuno dei piani e impegni che mi ero preso con me stesso. Mi sono invece preso un giorno di vacanza con moglie e figli: non che me ne senta in colpa però non è che me la sia proprio meritata ecco…

In ogni modo, nell’ambito professionale l’unica nota positiva è venuta da un nuovo cliente che ha acquistato uno dei piani di mob.is.it: ne abbiamo però perso un altro a cui ho dovuto chiudere l’account perché non ha rinnovato il pagamento su Paypal e così siamo andati pari. Vabbè, è meglio di niente perché il fatto che qualcuno decida comunque di tirare fuori la carta di credito e pagarci mi conferma della bontà della nostra soluzione – anche se questa politica dei piccoli passi mi ha un po’ stufato.

Peraltro dopo qualche settimana in cui i tassi di conversione di visitatori sul sito erano risaliti verso un decente 6% questa settimana siamo di nuovo scesi sotto il 5%, anzi avvicinandoci più al 3%. Questo ovviamente non va bene ma la causa è sempre da ricerca nello scarsissimo volume di traffico che il sito riceve – e su questo devo concentrarmi e mi sto (cercando di) concentrare, con il SEO e la pubblicità a pagamento.

Non sono più quello di una volta

Detto ciò, vista com’è andata la settimana mi viene da fare subito una prima riflessione, a caldo e in tutta sincerità anche piuttosto personale. Però, proprio per questo, giusta e adeguata a questo podcast.

Come ho detto mi sono preso un giorno di vacanza con la famiglia per andare a sciare. La sera prima sono stato invitato ad una partita di calcetto e per cercare di produrre qualcosa in questo mare di tempo perso quando sono tornato a casa ho lavorato fino all’una di notte. Ebbene, volete sapere una cosa? Dopo tre giorni sto ancora pagando queste fatiche. Mi sento ancora rotto e stanco, con la testa poco lucida e la schiena a pezzi.

Che cosa voglio dire con questa riflessione? Molto semplicemente che non sono più quello di una volta (anzi, a dirla tutta forse non sono mai stato quello di una volta…). Comunque, il punto è che come dicevano gli antichi “mens sana in corpore sano” – e il “corpore sano” si mantiene andando a dormire presto, mangiando roba che fa bene, facendo il giusto esercizio e lavorando la quantità e la qualità delle ore giuste. Banale? Può darsi, ma è solo mantenendosi lucidi e in forma che si può sperare di avere un successo duraturo, pieno e davvero godibile nella vita: mangiando schifezze e andando a letto tutti i giorni alle 2 dopo aver passato 16 ore davanti al computer può – forse – essere tollerabile a 20 anni ma alla mia età, oltre il doppio, vuol solo dire non aver capito che cosa è importante davvero nella vita. E questo, a pensarci bene, è il vero fail della settimana, da cui ne discendono tutti gli altri e tutte le altre mancanze pratiche.

Ma quanto vale davvero il mio tempo?

Fatta questa riflessione di “igiene personale” (come si diceva una volta) voglio adesso affrontare un altro tema tutto sommato collegato e a cui mi sono dedicato negli ultimi tempi e che sento maturo per essere condiviso con voi.

E’ già da un po’ di tempo che sento parlare di un metodo piuttosto ingegnoso per organizzare il proprio tempo e dare priorità a quello che dobbiamo fare (come potete notare questa cosa mi ossessiona abbastanza, negli ultimi mesi…). Il metodo è il seguente: si assegna ad ogni compito, ad ogni azione che abbiamo deciso di fare un costo o meglio un “valore atteso” definendo attività che valgono €10 all’ora, €100 all’ora, €1.000 all’ora e €10.000 all’ora.

Questo valore può rappresentare due cose:

  1. il costo effettivo che dovremmo sostenere se delegassimo quella specifica attività a qualcun altro
  2. il risultato, in termini di guadagno e ricavi monetari, che ci attendiamo dallo svolgimento di quella attività

Non nego che il metodo in generale e tutti e due questi modi di vedere le cose presentano degli aspetti un po’ oscuri e complicati da applicare e secondo me la svolta vera sta nell’usarli insieme, cosa che adesso voglio affrontare con voi. Ciò detto, comunque e a prescindere, questa idea è stata per me una vera e propria “rivoluzione copernicana”.

Una vera rivoluzione copernicana

Perché dico “rivoluzione copernicana”? Perché ha spostato il fuoco, il centro del mio universo e della mia lista di cose da fare dal completamento di compiti a volte anche un po’ fini a sé stessi al raggiungimento di specifici risultati monetari – cosa che, inutile stare a giraci attorno, è l’obiettivo ultimo e il fulcro intorno al quale ruota ogni business che non sia un hobby mascherato.

Se ci penso (e ci pensiamo) bene molto spesso la mia lista di attività non ha un legame diretto con risultati concreti di soldi guadagnati ma ha, diciamo così, un legame “indiretto”: scrivo questa email perché penso e spero che possa portarmi più lavoro, creo questa nuova funzionalità perché penso e spero che possa convincere più clienti a comprare il mio prodotto, tengo questo webinar perché… ops, non vabbè qui ho fatto l’esempio sbagliato! 😉

Il problema, come al solito, sta nello scegliere le giuste priorità e decidere che cosa fare prima, che cosa delegare e che cosa non fare. Un dilemma amletico a cui di solito si danno risposte un po’ “di pancia” e non sempre logiche o ragionate. Ecco invece dove questo metodo può aiutare moltissimo: nel proporre finalmente un sistema (quasi) scientifico e sicuramente meno istintivo per organizzare, ordinare e sistemare la lista dei nostri todo.

Il costo di farlo fare a qualcun altro

Come dicevo prima secondo me il massimo del risultato si ottiene combinando i due approcci e i due metodi di calcolo del valore orario delle attività e così procediamo con ordine.

Il primo metodo consiste nel definire, per ogni cosa da fare, il costo che questa avrebbe se la delegassimo a qualcun altro. Qui il lavoro, tutto sommato, è piuttosto semplice, quantomeno per le attività da €10 e €100 all’ora. Lo sforzo che dobbiamo fare è arrivare a numeri plausibili ma con un po’ di ricerca su Internet riusciamo ad arrivare sicuramente a valutazioni sensate.

A che cosa serve questo lavoro? Beh, ad esempio a scoprire magari che buona parte delle nostre attività potrebbero essere fatte da un Virtual Assistant filippino che con 7, 10 o massimo 15 dollari all’ora otterrebbe risultati paragonabili ai nostri, anzi sicuramente migliori perché noi quei compiti li facciamo annoiati, svogliati, poco concentrati e quindi probabilmente anche in maniera saltuaria e poco incisiva.

Man mano che il livello del nostro business cresce, poi, ci accorgeremo che anche i lavori da €100 all’ora (o comunque più “cari”) devono essere delegati, anche se in teoria e in pratica saremmo in grado di farli da soli: la redazione di articoli, i lavori di grafica per non parlare di tutta la contabilità, la gestione dei dipendenti o delle pratiche burocratiche e amministrative.

Sembra facile ma… c’è un tranello! Quello che succede spesso in questa analisi è di sottovalutare il tempo speso per attività diciamo così triviali (quelle appunto da €10 all’ora) e quindi dirsi: “Mah sì dai, sono solo 5 minuti”, oppure “Per una cosa del genere non vale la pena farlo fare a qualcun altro e passare più tempo a spiegarlo che a farlo”. E qui sta l’inghippo! Il ragionamento miope! Liberare anche solo 5 minuti o 10 minuti per sempre vuol dire prima di tutto guadagnare ore e ore, sommate tutti i giorni e tutte le settimane, tutti i mesi e tutti gli anni. In più il problema è che non ci sono solo quei “5 minuti” ma c’è tutto il tempo e la concentrazione che perdiamo quando dobbiamo spezzare quello che stiamo facendo e mandare ad esempio le email al commercialista con le fatture allegate, con l’ansia di aver sbagliato. E così atterriamo con un’attività banale quel pensiero che invece stava volando verso progetti, strategie, visioni e, sì, perché no, sogni. Ma poi io vi faccio una domanda: ce lo vedete, che so, Mark Zuckerberg o Jeff Bezos mandare le fatture al commercialista? No! E un motivo ci sarà, dico io…

Quindi, il risultato di questa fase del processo è arrivare ad una prima lista di priorità, individuando principalmente le cose da delegare. Chiaramente i 10 o 100 euro sono un valore indicativo, se trovate un assistente che può aiutarvi e sbrigarvi faccende non strategiche a cifre similari… fatelo subito!

E qui sta il secondo inghippo. E’ importante che questo lavoro di assegnazione di un valore monetario a tutto ciò che facciamo non sia un semplice esercizio di auto-valutazione ma porti ad azioni concrete, cioè nello specifico a cercare, trovare, organizzare e monitorare qualcuno a cui delegare la lista di todo che abbiamo individuato in questa fase. Se sappiamo già che non siamo disposti a fare questo passo meglio fermarsi prima e risparmiare del tempo prezioso (ma non così tanto, evidentemente, se ne sprechiamo volentieri in attività da 10 euro all’ora…)

Il valore che riesco a produrre

A questo punto siamo pronti per passare alle altre categorie, cioè a quei lavori che valgono €1.000 e €10.000 all’ora. Qui il metodo più adeguato secondo me non è tanto valutare chi potrebbe farli a quel prezzo quanto piuttosto qual è il “valore atteso”, il ritorno che ci possiamo aspettare da quel tipo di attività. Per ricollegarci a quello che dicevamo prima ad esempio formare un assistente virtuale per liberare un’ora al giorno dalle nostre attività ripetitive e poco strategiche può avere un valore atteso di 1.000 o 10.000 euro perché ci regala del tempo che possiamo dedicare a trovare nuovi clienti, scrivere email più convincenti, preparare strategie e sistemi per far crescere il nostro business. L’inghippo da evitare in questa fase è lavorare a compiti che sono sì strategici senza però arrivare mai a niente: l’attesa di questo valore deve ad un certo punto finire e bisogna fare due conti, vedere se effettivamente quelle ore passate a definire una nuova strategia aziendale o a formare il team di venditori ha avuto i risultati che ci attendevamo e aggiustare così il tiro, se necessario.

Facciamo qualche esempio

Per rendere questi ragionamenti un po’ meno nell’iperuranio e spero un po’ più chiari voglio fare qualche esempio di categorizzazione secondo i criteri che abbiamo detto. Ovviamente questa è solo una minima parte, una piccola lista di attività che si possono assegnare alle categorie individuate. Magari poi non sarete d’accordo su tutto o su nulla e allora, proprio per questo, lasciatemi un commento sul blog e parliamone.

  • Lavori da 10 euro all’ora:
    • andare e tornare dall’ufficio senza nessun motivo specifico (tipo una riunione importante)
    • inserire le fatture nel software di contabilità e/o mandarle al commercialista
    • cercare prospect sulle Pagine Gialle, su Linkedin, Google o altri canali similari
    • svolgere tutti i lavori tecnici dell’attività di copywriting, ad esempio inserire post su WordPress, formattarlo, caricare le immagini. Stesso discorso per i podcast: convertirli in MP3, aggiungere intro e outro, caricarli sulla piattaforma di hosting, trascriverli etc.
    • leggere e rispondere a tutte le email di customer care
  • Lavori da 100 euro all’ora:
    • scrivere codice, disegnare pagine o produrre grafica
    • scrivere articoli per il blog aziendale o per campagne di content marketing / guest blogging
    • contattare guest blogger o influencers
    • avviare e gestire campagne di cold emailing o occuparsi di followup commerciale
    • rispondere e gestire attività di customer care di secondo livello
    • occuparsi di social media marketing
  • Lavori da 1.000 euro all’ora:
    • Pianificare e monitorare campagne di marketing
    • Individuare nuovi sviluppi e funzionalità per il proprio prodotto
    • Organizzare e coordinare il lavoro dei propri collaboratori
    • Definire e verificare KPI di breve, medio e lungo periodo per vendite e marketing
  • Lavori da 10.000 euro all’ora:
    • Impostare l’indirizzo strategico del business
    • Individuare e pianificare partnership strategiche
    • Esplorare nuovi mercati e nuovi bisogni
    • Definire i valori, la mission e la vision dell’azienda
    • Creare una cultura aziendale coerente con valori, mission e vision
    • Organizzare una struttura aziendale efficiente, efficace e autonoma

In conclusione

Come detto, questi sono solo alcuni esempi di attività e di una loro categorizzazione secondo i criteri e il metodo che ho voluto presentarvi oggi. In conclusione la cosa più importante è che tutta questa riflessione non resti lettera morta ma diventi qualcosa di vivo, presente nelle nostre giornate quotidiane di imprenditori, professionisti, lavoratori. Se anche i numeri non fossero proprio quelli – 10, 100, 1.000 e 10.000 – il concetto secondo me resta ed è importante: diamo un valore monetario alle nostre cose da fare, deleghiamo quelle che non ci fanno guadagnare quanto dovremmo e concentriamoci su tutto ciò che può produrre, domani o dopodomani, vero valore e vera moneta sonante.

Programmi della settimana

Bene, dopo questa digressione nell’organizzazione delle proprie attività ci avviamo al termine della puntata di oggi e arriviamo così alle dolenti note, cioè ai programmi della settimana ventura,  quella da lunedì 15 a venerdì 19 febbraio 2016. Dico dolenti note perché nelle ultime puntate avete visto una sfilza di fail uno dietro l’altro e così adesso mi sento anche un po’ in soggezione a proporre dei programmi e promettere delle scadenze ma… proviamoci lo stesso!

Allora:

  1. diventa impellente trovare il responsabile SEO: anche se non ho ancora avuto la folgorazione e il colpo di fulmine un consulente va scelto e il lavoro va iniziato
  2. ho deciso di concentrare i miei sforzi per la pubblicità a pagamento su YouTube e quindi la settimana sarà dedicata soprattutto a studiare come funziona il meccanismo e preparare video e annunci pubblicitari. Una volta avviato e validato il meccanismo cercherò qualcuno che possa monitorare e gestire il tutto
  3. il webinar: ormai il canovaccio è pronto al 90%, le slide al 60% (ma con il testo pronto dovrei fare in fretta) e quindi cascasse il mondo giovedì 18 febbraio alle ore 18 sul meridiano di Greenwich il primo webinar di mob.is.it si fa

 

E questo è quanto. Vista la scarsa disciplina delle ultime settimane se riesco a raggiungere questi obiettivi mi riterrò già molto soddisfatto. Come al solito, grazie per avermi letto o ascoltato fino al fondo e grazie in anticipo se vorrete lasciarmi una recensione su iTunes: mi aiuterete a far crescere questo podcast e a farlo arrivare a tutti coloro che forse, un po’, ne potranno trarre qualcosa di utile – e questo sarà molto bello.

Vi lascio con un abbraccio e, beh… Buon San Valentino! 🙂

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