009. Nebbia. La sostenibile leggerezza del delegare.

Salve a tutti, miei cari ascoltatori, nuovi e fedeli, vicini e lontani – insomma benvenuti tutti a questa nuova puntata di Opus Digitalis, il racconto del mio viaggio da imprenditore.

La settimana passata, cioè quella che finisce il 4 dicembre 2015, è stata sia meteorologicamente che imprenditorialmente caratterizzata da un bel po’ di nebbia (in questo periodo della mia vita vivo in Piemonte, dove iniziano le colline, e se c’è una cosa che non ci manca quest’anno e in questo periodo, ecco quella cosa è la nebbia).

Dico che questa fitta foschia si è insinuata anche nelle pieghe del mio lavoro quotidiano perché ogni tanto perdo quel “vederci chiaro” sugli obiettivi, le strategie e le tattiche per arrivare alla meta di questo viaggio e così mi sembra un po’ di brancolare in questa atmosfera di latte dove i contorni sono tutti un po’ sfumati e le figure un po’ confuse. Ma forse, a pensarci bene, sono i miei occhi velati e quindi aguzzando un po’ la vista anche la nebbia si dirada…

Results

Comunque, passiamo subito ai risultati dei passati sette giorni. Le revenue ricorrenti sono leeeeggerissimamente (ri)salite grazie ad un acquisto di ritorno da parte di un cliente esistente (vi dicevo nella scorsa puntata che a meno di disgrazie eclatanti e quasi mai legate a mob.is.it i miei clienti non se ne vanno praticamente mai…) ma siamo sempre lì, sui €2.500 al mese, poco più, poco meno.

I tassi di conversione, anche questi, sono piuttosto stabili e rimangono oltre il 10% per la versione in italiano del sito e un misero ma poco significativo (troppo, troppissimo poco traffico) 3% circa per la versione in inglese. Stiamo continuando con le attività di content marketing sia in italiano che in inglese ma per ora gli effetti non si vedono ancora – il traffico organico o da referral è sempre molto anemico – ma si sa, questo tipo di strategie richiedono tempo e quindi continuiamo. Mi sono dato un orizzonte temporale di almeno 6 mesi (a partire da novembre) e perciò se sto correndo la maratona non è che posso in continuazione vedere in che posizione sono. Certo devo stare attento a dove mettiamo i piedi, ma le prime somme le tireremo almeno fra un paio di mesi.

Wins

Per quel che riguarda le cose fatte nella settimana, non ci sono dei win “completi” però ho smosso le acque in tre ambiti che per me sono stati belli pesanti ultimamente – come chi mi ha ascoltato nella scorse settimana sa – e quindi posso dirmi piuttosto soddisfatto. I tre ambiti sono:

  1. sono stato allo IAB Forum, a Milano. Mi sento di reputare questa cosa in win parziale (anche se io non sono assolutamente un “animale da fiera”, come vi avevo già detto nella puntata in cui ho parlato di SMAU) perché contrariamente al solito ho fatto un piccolo lavoro preparatorio e così in un paio d’ore sono riuscito ad incontrare e fare quattro chiacchiere (ma proprio quattro eh!) con un paio di aziende che secondo me possono essere dei partner/clienti ideali di mob.is.it, soprattutto nel mondo dell’SMS marketing. Ovviamente adesso c’è l’attività di followup e tutto quelle che ne consegue ed è per questo che parlo di win parziale, però è già un bel passo per me che:
    1. tendenzialmente odio uscire dalla mia tana illuminata solo da una lampada da tavolo e dallo schermo del computer
    2. tendenzialmente non amo interagire con altri essere umani soprattutto se in giacca e cravatta e se non li conosco da tempo
    3. tendenzialmente preferisco occuparmi di scrivere codice piuttosto che praticare l’arte del venditore – mentre invece è proprio questa l’attività su cui il CEO di una piccolissima realtà come la mia dovrebbe passare più tempo
  2. il video-corso. Ooooooohhhhhhh!!! Finalmente sono riuscito a trovare una modalità per lavorare e proseguire su ‘sto benedetto video-corso con cui vi straccio i maroni da settimane, anzi mesi. Ovviamente non è finito – anzi – perché il lavoro è molto più lungo del previsto ma adesso ho tutti gli elementi per portare avanti e completare i video e le lezioni. Finalmente!!
  3. lavori e attività di customer care: la settimana scorsa avevo anticipato di avere alcune funzionalità da sviluppare per un cliente e ci ho lavorato su questa settimana. Anche in questo caso, win parziale perché il lavoro non è finito e anzi ho molto probabilmente leggermente sottostimato l’impegno necessario ma dovremmo anche qui essere in dirittura d’arrivo. In generale ho ritrovato quella freschezza e piacevolezza nel parlare con i clienti – oltre a questa interazione ho avuto ben 2 telefonate con potenziali clienti oltre ad uno scambio di email con altri – e quindi anche se ho passato un bel po’ di ore a fare questa roba qui, beh è stato piacevole e utile per riportarmi in contatto con il carburante del mio business, cioè la passione e i desideri dei clienti, e quindi bene

Fails

Passando invece ai fail della settimana, ci sono due cose principali in cui sono stato carente – oltre alle altre metà dei win parziali che vi ho raccontato prima (perché se sono parziali, eh beh vorrà dire che sono anche un po’ fail…)

  1. Questo podcast. Niente da fare, ho come un blocco che mi impedisce di promuovere e far conoscere questo mio podcast almeno alla cerchia di miei amici e network sociale che più ne potrebbe essere interessato. E’ vero che ho fatto qualche cosa (insomma questa settimana manco i fail sono totali… ;)), in particolare finendo il blog nelle sue caratteristiche tecniche e grafiche – oltre ad avere cambiato la cover art, di cui però non sono ancora del tutto convinto – però ho parlato di questo mio progetto solo con un paio di persone, senza peraltro chiedere a nessuno di condividerlo e aiutarmi a farlo conoscere. Sono arrivato alla nona puntata (e decimo episodio, visto che c’è anche un numero zero) e quindi sono ben oltre le 3-4 puntate che mi ero dato come limite prima di iniziare a parlare in giro di questo mio racconto settimanale, eppure ancora non trovo il tempo di farlo (seh, ma chi voglio prendere in giro…). Sicuramente ci sono un bel po’ di elementi in gioco, a partire dalla paura del giudizio altrui, però ormai è chiaro che continuando così sto solo sprecando tempo, oltre a perdere l’occasione di conoscere persone che magari stanno condividendo una parte del mio viaggio e con cui sarebbe bello e ricco scambiare energie, idee, parole e pensieri.
  2. La gestione delle attività di copywriting. Uno degli obiettivi che mi ero posto la settimana scorsa era quello di gestire meglio e con più disciplina il planning settimanale, in particolare per quel che riguarda tutte le attività di copywriting, pubblicazione articoli, repurposing, promozione etc. Invece sono andato parecchio male – tanto male che questo fail si è forse trasformato in un bel win strategico. Eh, questo è il bello dei fail profondi: ti fanno capire che forse hai sbagliato a monte, non a valle, e allora in quel momento di epifania riesci a vedere un po’ più chiaramente nella nebbia.

La dolce epifania: è possibile delegare!

Io ho sempre odiato far parte dell’attività di repurposing e promozione nel processo di copywriting. Vi spiego brevemente di che si tratta perché effettivamente così non si capisce un cappero.

La procedura che ho pensato per rendere il più utile ed efficace possibile la nostra strategia di content marketing – cioè insomma la produzione, il repurposing e la promozione di articoli e post (sia per il blog di mob.is.it che per il guest blogging) – è questa:

  1. Valeria scrive (ottimamente, come sempre!) l’articolo in italiano
  2. io lo passo a June, l’eccellente traduttrice che me lo rimanda tradotto
  3. l’articolo è pronto per la pubblicazione: se è per il guest blogging viene ripassato a Valeria che ne contratta la pubblicazione su altri blog, sennò lo metto io sul blog di mob.is.it (in italiano o in inglese)
  4. comincia l’attività di “repurposing”: per ogni articolo ho deciso di produrre una presentazione in PPT da mettere su SlideShare e dare ai miei utenti, un video white-label (o meno, dipende dai contenuti dell’articolo) e delle immagini da usare per le condivisioni sui social. E quindi vanno materialmente prodotte tutte queste cose
  5. infine, quando tutto è pronto, va fatta la promozione dell’articolo, sia gratuita (con condivisione sui gruppi o i “luoghi” virtuali più interessanti, ad esempio mettendo il video su YouTube e altro) che a pagamento, ad esempio con una piccolissima campagna di Facebook ads.

Ora, di tutta questa procedura le parti che mi riguardano sono il punto 4 (repurposing e produzione dei contenuti “derivati”) e il 5 (promozione). Però, come potete immaginare, è una cosa che mi porta via un sacco di tempo e che ho sempre odiato fare – e che perciò è sistematicamente e regolarmente un fail settimanale. Se fino a questa settimana mi fustigavo e costringevo a fare controvoglia questa roba qua, ad un certo punto me ne sono talmente rotto le scatole da avere una vera e propria folgorazione: ma se lo facessi fare a qualcun altro?

Non ridete.

Lo so che sempre e in qualunque attività il primo mio istinto, in qualità di CEO, dovrebbe essere quello di pensare di farlo fare a qualcun altro. Ma per me non è  – ancora – così. Io sono ancora della vecchia scuola “chi fa da sé fa per tre” – la scuola che ti porta a perdere una marea di tempo in minuzie fatte benissimo mentre il mondo va avanti e chi fa le cose importanti ha successo mentre tu resti a rimirarti le 3 fantastiche inezie a cui hai lavorato per una mattinata che hanno l’impatto strategico di una formica.

E allora, con un senso di vera e trepidante liberazione, ho deciso di affidare a Elena, la ragazza che sta facendo lo stage con me e che si sta rivelando sempre più brava e capace, l’attività di riproposizione dei contenuti. Oh!

In più, la cosa bella di questa “epifania del delegare” è che una volta che ci prendi gusto non smetti più. Ho passato 12 ore questa settimana a sviluppare e lavorare su delle funzionalità tutto sommato banali che mi aveva chiesto un cliente? Ho fatto male, malissimo! Dovevo passare 12 ore a cercare qualcuno che le potesse fare per me, formarlo e averlo per la prossima volta in cui si ripresentava questa stessa esigenza. In un caso sono 12 ore buttate senza frutto, nell’altro sono un seme che produrrà e libererà il più prezioso valore di cui dispongo: il mio tempo.

Delegare e vivere felici – una possibile ricetta

Se vogliamo approfondire ancora meglio la questione, il problema è che a pensarci bene io sono abbastanza in grado di delegare e cercare aiuto nelle cose che non sono capace a fare – e grazie al cavolo, se devo fare delle magliette col mio logo non so da dove cominciare e devo per forza farmi aiutare.

Ma invece bisogna delegare tutto, anche e anzi soprattutto ciò che saprei fare – magari, in questo momento o sempre, anche meglio della persona a cui l’ho delegato – ma che non è strategico, essenziale, vitale per il ruolo e gli obiettivi che ho, cioè portare questa azienda a fatturare e guadagnare seriamente.

E non è facile, per me, per una caterva di motivi che non sto qui a sfruguliare. Però, se ci sono altre persone che come il sottoscritto hanno difficoltà ad affidare le attività che hanno sempre fatto ad altri e a scoprire questo meraviglioso mondo fatto di libertà e risultati, ho pensato ad una piccola serie di “ingredienti” per cercare di ottenere il risultato migliore in questa ricetta.

Obiettivi chiari

La prima cosa da fare è avere ben chiari gli obiettivi strategici e i risultati di medio/lungo periodo della collaborazione che si vuole avviare. Prendere qualcuno tanto per prenderlo o perché gli si troverà qualche cosa da fare non ha senso, è importante invece capire subito qual è il ritorno che ci si aspetta dall’investimento di tempo e risorse che si è deciso di fare.

Attività ben definite

Gli obiettivi strategici devono poi tradursi in una job description il più possibile chiara e definita, anche se ovviamente non ancora dettagliata al 100%. Questo step porta prima di tutto a chiarirsi bene che cosa farà questa persona nell’organizzazione (e se, tutto sommato, è necessaria) e in più è essenziale per l’attività di selezione perché definisce le caratteristiche professionali, personali e umane che si stanno cercando.

Selezione attenta

Una volta definiti gli obiettivi e chiarite le attività è giunto il momento di avviare la selezione. L’obiettivo è attorniarsi di persone che siano più flessibili e veloci ad apprendere che brave ed onniscienti (le tecniche si imparano, la disponibilità ad apprendere è innata). Quando ho cercato uno stagista, ad esempio, ho pensato ad una “prova pratica” legata a quello che avrebbe fatto, andando oltre il solo e semplice colloquio che è spesso molto superficiale ed escludendo così al volo l’80% dei candidati che manco si sono degnati di rispondere o che hanno svolto il compito in maniera molto insoddisfacente e che pure mi avevano fatto una buona prima impressione. Ovviamente gli errori ci stanno ma dedicare molta attenzione alla selezione iniziale è strategico, e fa risparmiare tempo e inenarrabili rotture di scatole dopo.

Procedure dettagliate, SOP e formazione

Scelta la persona è fondamentale oltre che corretto nei suoi confronti darle delle procedure che siano il più chiare, dettagliate e quasi pedanti possibile: questo le permette di capire che cosa vogliamo e come vogliamo sia fatto nei dettagli – che, come si sa, sono il luogo dove si annida il diavolo… 😉 Anche perché, poi, è bene ricordare che questo persona si trova catapultata in una realtà di cui non conosce praticamente niente e quindi darle delle “mappe” il più chiare possibili è il minimo che possiamo fare per aiutarla a preservare la sua salute mentale.

Autonomia di esecuzione

Una volta che abbiamo definito che cosa ci aspettiamo e quali sono gli step procedurali che abbiamo ideato dobbiamo lasciare la persona libera di agire. Se gli SOP che gli abbiamo dato sono sensati il nostro collaboratore avrà l’impalcatura su cui muoversi, il materiale con cui lavorare e quindi sarà libero di fare una bella casa, coniugando la sua inclinazione e gusto personale con gli obiettivi e i risultati che ci aspettiamo. Il micromanagement è la cosa più stupida che ci sia perché mina il rapporto di fiducia con chi ha deciso di aiutarci nel nostro lavoro, porta ad una perdita di tempo immane e di fatto rende inutile tutto quanto il processo di delega. Insomma, un casino.

Controllo dei risultati

Infine, devono essere sempre ben chiare e definite le aspettative e ci deve essere un controllo periodico, oggettivo e ragionevole dei risultati che si sono raggiunti, sia nella sostanza che nella forma. Questo momento di verifica (due volte a settimana trovo che sia la frequenza migliore) serve sia per ragionare sulle procedura – dopo un po’ la persona ne saprà più di noi e quindi potremo cambiare insieme l’SOP per essere ancora più efficace ed efficiente – sia per verificare i risultati raggiunti e quindi tornare al punto 1 e valutare quanto e come ci stiamo avvicinando a quelli che avevamo definito come obiettivi strategici.

Progetti della settimana

Passando per finire ai piani della settimana che sta per iniziare, eccoci qua:

  1. ovviamente, proprio per tutto quello che ci siamo detti fino ad ora voglio continuare in questo meraviglioso processo di liberazione del mio tempo ottimizzando ulteriormente il lavoro con Elena e cominciando a cercare un junior developer che possa lavorare in tandem con Francesco, il mio CTO, e a cui io possa delegare lavori e lavoretti sul codice o sul front-end della piattaforma
  2. proseguire con il video-corso: non so se riuscirò a finirlo perché è un lavoro più lungo del previsto ma quantomeno so che si può fare e quindi devo andare avanti il più possibile
  3. iniziare a pensare a Facebook Ads. Il traffico sul sito in inglese è a dir poco anemico e il content marketing porta risultati nel medio/lungo periodo quindi voglio capire se e come Facebook Ads (piuttosto che AdWords, che funziona bene per l’Italia ma che per l’inglese è troppo caro) può aiutare a portare nell’immediato più visitatori
  4. questo blog e podcast. Voglio proprio che ne sentiate parlare di più in giro. Sarebbe ora, no? 😉

 

Come al solito grazie, dal profondo del cuore, per avermi letto o ascoltato fino al fondo. Se ne avete voglia, un commento qui sotto o una recensione su iTunes sarebbe fantastico – ma l’importante è avervi qui, ancora, fra 7 giorni.

A presto!

 

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