006. Una settimana in viaggio. I vampiri del tempo.

Gentili ascoltatori vicini e lontani, benvenuti nell’episodio numero 6 della mia “opera digitale”.

Nei sette giorni che stanno per finire sono successe un po’ di cose “laterali” rispetto al mio business e al mio viaggio imprenditoriale, in particolare un viaggio, vero, a Roma per una questione personale che mi ha portato via sostanzialmente due giorni pieni.

In più lunedì scorso, 9 novembre, ho festeggiato il mio compleanno e, insomma, tirando le somme questa settimana ho avuto proprio poco tempo per dedicarmi al lavoro e a mob.is.it.

La situazione di calma piatta persiste con le revenues bloccate a poco meno di €2.500 (anzi, forse ho perso un cliente perchè non vuole più usare Paypal per il pagamento ma noi per ora accettiamo solo quello…) mentre continuano le solite 3/4 nuove registrazioni giornaliere al sito con un tasso di conversione che oscilla fra il 6% e il 7%.

Wins

I wins, ovviamente, date le ore scarsine di lavoro (poco più di 4 ore, in media, al giorno) sono di conseguenza pochi e scarsi – sostanzialmente 3:

  1. La cosa più interessante è stata una telefonata con un coach/mentor australiano che organizza corsi e seminari (anche “fisici”, in Tailandia). Il contatto sembra molto valido perchè il tizio ha un discreto following di persone a cui insegna a fare business online e dunque aggiungere mob.is.it alla lista di tool che propone ai suoi clienti sarebbe ottimo. Mi ha ha anche detto che ha collaborato in passato con un mio competitor ma poi questo lo ha “fregato” e che gli piaceva la piattaforma che abbiamo tirato su – e quindi bene. Ma il prodotto c’è, questo più o meno lo so, e infatti l’elemento più valido che mi porto a casa da questa telefonata è un altro: anche lui mi conferma che il nostro marketing fa schifo. Me lo ha detto senza giri di parole e se magari un po’ lo ha fatto anche per provare a “vendermi” la sua consulenza di comunicazione e business, però è vero: basta pensare che dopo che ti sei registrato ti mando un email su come settare il CNAME per il tuo sito mobile e se tu sei uno che vuole provare a fare business con le app (e quindi non un tecnico) è come se ti scrivessi in cinese. C’è molto da lavorare… Comunque, siamo rimasti che lui provava il sistema e ci saremmo risentiti nei giorni prossimi – in ogni caso il contatto sembra interessante e soprattutto la categoria di cliente (cioè, per generalizzare, persona con un seguito di altre persone che si fidano di lui e a cui sa vendere prodotti legati al web e al marketing) è molto molto valido
  2. sto prendendo sempre più la mano con Git (scusate ma non riesco proprio a non parlare di cose tecniche) e il sistema per lo sviluppo di nuove funzionalità o in generale per l’aggiunta di codice alla piattaforma sembra funzionare. L’altro giorno ho fatto un piccolo casino – che ovviamente Francesco ha risolto al volo, catechizzandomi per benino – ma tutto sommato sono riuscito a risolvere un bug e pubblicarlo senza sfasciare tutto. Quindi bene.
  3. ho definito la SOP per la promozione dei post scritti e pubblicati sul blog e ho continuato nella mia attività di “social networking”, in particolare su Twitter. Questa cosa ha portato a un paio di scambi con influencers e all’aumento organico dei miei followers. E’ un lavoro lento e lungo ma penso che inserito in una visione strategica di personal brand building (visto che mob.is.it non è la Coca-cola o Nike è meglio investire sulla crescita del “brand” Silvio Porcellana così da trainare anche il business che ho creato) possa portare nel medio periodo buoni risultati – sopratutto perchè, come dicevamo nello scorso episodio, in realtà tutto il business è sempre “human2human” e quindi devo lavorare sulla parte “human”.
  4. infine, dopo un paio di settimane di pausa ho scritto e pubblicato un articolo su HTML5 Today. Questo è un blog tecnico (su HTML5 soprattutto, per l’appunto) che stiamo portando avanti io, Francesco e un altro paio di ragazzi. In un’ottica di business – oltre che di passione personale – penso sia utile sempre per il discorso personal brand building e quindi il mio piano è di pubblicare almeno un articolo ogni due settimane su un argomento tecnico e possibilmente legato al mondo del mobile

Fails

  1. Il video corso!!! Ormai mi vergogno quasi a dirlo ma è ancora lì che langue, a pezzi nella soffitta del mio computer. Non so cosa dire se non mettermi in ginocchio sui ceci dietro la lavagna. A completare ‘sto cavolo di video corso. Peraltro questa cosa mi blocca la produzione di altri contenuti tipo howto e tutorial, oltre al (ri)lancio delle newsletter periodiche quindi grosso, grasso fail – recidivo per di più.
  2. Guest blogging. La pubblicazione di articoli di guest blog sta incontrando qualche difficoltà in più rispetto a quello che avevo previsto. Abbiamo un bel po’ di post scritti e completati che non riusciamo a “piazzare” sui blog che ci interessano e questo è un mio fail per svariati motivi:
    1. Valeria è soprattutto una copywriter e dunque devo gestirla meglio per questa attività – cosa che ho iniziato a fare ma sui cui devo concentrarmi di più
    2. la selezione iniziale e l’aggiornamento dei blog target evidentemente non è efficace e ben bilanciata: inutile puntare a scrivere sul New York Times quando il livello a cui si può arrivare dato il mio attuale brand personale è al massimo la Gazzetta di Roccasecca. Si spreca solo del tempo – e comunque in questo momento del business anche un articolo sulla Gazzetta di Roccasecca smuoverebbe le acque
    3. in generale devo essere più partecipe in questa attività: è strategica come canale di marketing e dunque va bene delegare ma bisogna anche fare e metterla di più al centro del lavoro (contando poi che Valeria è part-time e sta già facendo un fantastico lavoro in tutto e per tutto)
  3. Telefonate di business. Se non fosse stato per la telefonata – partita da lui, peraltro – con l’australiano di nuovo non avrei avuto neanche una interazione umana con potenziali clienti, clienti attuali o comunque con qualche essere vivente con cui scambiare energia, pensieri e idee. Ho un po’ di chiamate programmate per la settimana che sta per arrivare ma devo pianificarne e cercarne molte di più (anche sparando un po’ nel mucchio perchè adesso, più che il risultato finale, conta prendere il ritmo e l’abitudine)
  4. Poche ore lavorate. Il punto fondamentale è che questa settimana ho lavorato poco. Va bene che come ho detto prima ci sono stati una serie di eventi esterni che mi hanno distratto – però modalità e tempi per lavorare un po’ di più ci sarebbero comunque stati. Questo fail mi porta ad una prima considerazione: ok lavorare “smart”, siamo d’accordo che conta la qualità delle ore piuttosto che la quantità etc. etc. Ma per ottenere qualcosa bisogna lavorare, punto e basta. Sarà anche possibile fare come si sente a volte in giro “ah io lavoro 2 ore a settimana e guadagno 8 fantastilioni di dollari al minuto” ma o non sono capace io o non sono ancora a quel livello del business (o sono balle, ma vabbè, questo non mi interessa). In ogni caso magari il rapporto non sarà lineare ma più tempo si lavora e maggiore sarà la probabilità di ottenere successo. Da lì non si scappa.

La nostra risorsa più preziosa

E allora seguendo il filo di questi miei pensieri, mi pare evidente poter dire che la nostra risorsa più preziosa sia proprio il tempo. E’ la nostra acqua vitale: scorre e trascina con sè tutto il nostro mondo, può essere inquinato e velenoso o cristallino e salubre – ma in ogni caso è la sostanza all’interno della quale cresciamo, ci muoviamo e viviamo. Tutto ciò che noi facciamo non solo avviene *nel* tempo me è anche *frutto* di quel tempo: se io tutti i giorni faccio 20 flessioni (una volta, magari… 😉 dopo un mese mi sentirò meglio, più tonico e forte – ma solo perchè per i 30 giorni precedenti ho deciso di prendere del *tempo*, quella mezz’ora al giorno da dedicare alle mie flessioni.

Se nulla si può fare senza aver trovato il suo spazio nel tempo diventa allora fondamentale proteggerlo dai “vampiri” che possono togliercelo, succhiarcelo via e renderlo torbido, inutile o addirittura velenoso.

I vampiri del tempo

Voglio allora individuare e parlare di 5 diversi “vampiri” che, almeno nel mio caso, sono quelli che più spesso provano a privarmi di questa preziosissima risorsa – mettendoli nero su bianco così è più facile riconoscerli e di conseguenza fermarli… in tempo.

  • Clienti. La prima categoria di vampiri sono i nostri clienti, presenti o passati. La letteratura  e l’aneddottica dei nostri giorni sono piene di esempi in cui qualcuno solo per il fatto di averci pagato quanto gli abbiamo richiesto, magari mesi o anni fa, è convinto di poter disporre del nostro tempo a suo totale piacimento, definendo anche le nostre tempistiche con il solito “Eh ma ci vogliono 5 minuti a fare questa roba qua”. E’ il vampiro più difficile da sconfiggere perchè quasi sempre ci sentiamo in qualche maniera obbligati a lui e “in debito” (probabilmente perchè alla fine non siamo convinti di meritare i suoi soldi, e questo è un problema che meriterebbe un’amplissima discussione a parte) e dunque siamo molto ma molto restii a mandarli a quel paese o richiedere un compenso ulteriore.
  • Prospect. Categoria altrettando pericolosa sono quelli che ti dicono: “Dai fammi questa cosa qui che poi compro i tuoi servizi e facciamo un grossissimo business insieme”. Se questi soggetti sono più facili da evitare – chi vuol fare davvero business conosce il valore del tempo e non proporrà mai qualcosa di così vago e senza un compenso, anche minimo – ci sono momenti di crisi o insicurezza in cui vogliamo crederci e ci facciamo coscientemente o meno abbindolare da questi personaggi. Ovviamente non voglio nemmeno parlare di quelli che ti vogliono ripagare in visibilità che sono simili a questi ma, ormai, ben individuati e facili da disinnescare
  • “Amici”. Il terzo gruppo di succhia-tempo sono gli “amici” – o presunti tali. Per molti di noi, me per primo, è difficile dire no alla richiesta di aiuto di un amico e così un “Mi dai solo un’occhiata al computer” o “Non è che potresti installarmi WordPress che io ho fatto un casino” si può facilmente trasformare un ore e ore perse mentre l’amico è fuori con la fidanzata o a passeggio in centro. Questi sono i momenti in cui maledici di aver mai detto a qualcuno che lavori su Internet e sai usare un computer.
  • Collaboratori. Una categoria altrettanto pericolosa per le nostre riserve di tempo sono i collaboratori. E’ molto facile, se non si hanno le idee chiare, perdersi in telefonate o riunioni interminabili e vaghe, senza concludere niente o girando e rigirando intorno al punto fondamentale. Per loro è lavoro, per noi solo una perdita di minuti, ore, giornate – quindi occhio a non trasformare delle riunioni di lavoro che hanno (devono avere!) un obiettivo ben definito in amabili chiacchierate sul senso della vita senza nessuna conclusione concreta.
  • Famiglia. Eh sì, la famiglia può essere un vampiro del tempo. Non c’è niente di più bello che passare del tempo con i propri figli, la propria moglio o marito, i fratelli… Però bisogna capire che nella vita dobbiamo fare anche altro – anche perchè se non dedichiamo abbastanza tempo al nostro business finisce che non abbiamo poi risorse per goderci quel tempo in famiglia, e la cosa diventa velocemente un problema.
  • Progetti e pensieri. Infine, il più grosso buco nero di tempo siamo noi stessi. Prima di tutto per il tempo che passiamo a cazzeggiare – e vabbè, questo è chiaro anche se prestare più attenzione è urgente – ma anche e anzi soprattutto per i voli pindarici a cui ci conduce la nostra mente e le nostra sempre fervida immaginazione, staccandoci dalla solidità dei nostri progetti verso sogni, progetti, pensieri in cui ci piace indulgere ma che, in fondo in fine, sappiamo essere senza il benchè minimo legame con la realtà e con risultati veramente utili, raggiungibili e concreti. E di questo, modestamente, io ne sono campione planetario.

L’aglio e la croce

E allora se questi sono i nostri – i miei – “vampiri del tempo”, quali sono le armi per sconfiggerli e tenerli a bada? Secondo me questi quattro punti qui sono un buon punto di partenza:

  1. avere una visione strategica per capire quali sono le attività utili al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati e quali sono invece deviazioni più o meno necessarie. Almeno sappiamo se quello che facciamo è una perdita di tempo o no
  2. trovare la fiducia in noi stessi, che è il “timone” della nostra barchetta e la forza che ci fa dire: “io e il mio lavoro valiamo, e io sono l’arbitro del mio tempo”. Sennò, come abbiamo detto prima, basta un piatto di lenticchie o la promessa di un fantomatico tesoro a farci mandare all’aria tutti i piani che così faticosamente abbiamo fatto.
  3. fare il planning settimanale per darsi delle regole e definire una rotta nel mare delle nostre giornate, evitando di farsi trascinare di qua e di la dalle infinite correnti. Il mio approccio è in due fasi:
    1. creo su Trello (ottimo tool per il project management in generale) il “master”, cioè per ogni generico giorno della settimana la tipologia di attività previste (ad esempio, tutti i venerdì si fa il podcast e si lavora su sales e webinar, tutti i martedì si scrive un howto e si lavora su nuove funzionalità, e così via. Ovviamente ci possono sempre essere delle emergenze ma in quanto tali vengono gestite, non in uno stato di emergenza continua…)
    2. in fase di planning (io lo faccio il lunedì) traduco quelle categorie di attività in ToDo concreti e previsti per una specifica data, ad esempio dando il titolo al podcast che si farà il venerdì della settimana che sta per iniziare oppure definendo il dettaglio della funzionalità che andrò a sviluppare il martedì successivo
  4. scoprire e coltivare l’arte di dire “no”, che è la conseguenza naturale dei 3 punti che ho appena indicato: se abbiamo capito dove vogliamo andare, abbiamo la forza e la volontà per farlo e in più abbiamo anche definito tutte le tappe per arrivarci – e beh, se qualcuno ci chiede di fare una deviazione inutile possiamo e dobbiamo saper dire di “no”, senza remore, rimpianti o sensi di colpa. Sennò è tutto inutile.

Programmi per la settimana

Oggi mi sono un po’ allungato perchè il tema dell’organizzazione del tempo mi acchiappa molto quindi passo velocemente ai piani della settimana:

  • video-corso: lo so che fa ridere per non piangere ma è lì. Cavolo.
  • voglio lavorare un po’ alla sistemazione di questo blog e alla promozione del podcast. In particolare voglio provare a capire come e se usare un tool che si chiama Thunderclap e che permette di fare una sorta di “crowfunding di like” per il lancio di iniziative.
  • rafforzare il social networking sia per il guest blogging (e quindi chiudere almeno un nuovo guest post in inglese) che per organizzare delle “consulenze” da parte di potenziali clienti a cui chiedere che cosa vogliono da uno strumento come mob.is.it – e così farglielo conoscere meglio
  • sviluppare un paio di nuove, piccole funzionalità sulla piattaforma e soprattutto scrivere e pubblicare almeno un nuovo HowTo così da essere pronto, la settimana successiva, a lanciare le nuove newsletter per gli utenti di mob.is.it

 

Ok, siamo arrivati, anche oggi, alla fine. Grazie a te, e a tutti quelli che hanno deciso di regalarmi un po’ del loro tempo – come hai visto lo so quanto è prezioso… Se vuoi, sarebbe altrettanto prezioso per me una recensione e un voto su iTunes, o anche solo un like o un commento sul blog: mi farebbe capire che questo mio tempo non è sprecato perchè un pochino, oggi, ti ho cambiato la vita – e questo è il senso di tutto.

Alla prossima! 🙂

Risorse

 photo credit: Bat smile ♥ via photopin (license)

Category : Podcast
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