000. Comincia il viaggio.

Questo è l’episodio zero di “Opus Digitalis”, il diario di bordo della mia avventura imprenditoriale – iniziata ormai da qualche anno ma che solo adesso ho deciso di rendere pubblica e trasparente.

Chi sono?

Mi chiamo Silvio Porcellana, ho 40 anni (‘azz…) e da più di 20 navigo, lavoro e gioco sul web. La mia carriera è iniziato nel 1999 quando per divertimento, noia, curiosità e per imparare il Perl ho scritto un gioco di borsa. Eravamo (poco) prima della dot-com bubble, soldi ne giravano e così una società di Londra decise di comprare la mia piccola creatura e assumermi.

Quello è stato, fino ad ora, l’apice della mia carriera, 14 anni fa. Da allora sono esplose un po’ di bolle, ho lavorato come CTO, developer, project manager fino a mettermi in proprio prima con una società di SEO e infine con la mia azienda, mob.is.it, una piattaforma SaaS per creare e rivendere siti web mobili e app native.

Che cosa è questa roba?

Da tempo mi sono accorto che la qualità del lavoro è molto più importante della quantità e che le ore al computer si pesano, non si contano. Lavoro sul web da più di 15 anni, faccio l’imprenditore digitale ormai da quasi una decina eppure non ho ancora raggiunto i risultati che penso di meritare.

Allora è giunto il momento di provare a cambiare prospettiva, uscire ogni tanto dalla ruota in cui corro stando più o meno sempre fermo nello stesso punto e provare ad avere una visione più strategica, meno immersa nelle minuzie quotidiane. Questo è quello che un imprenditore dovrebbe fare sempre, no?

Beh io non l’ho fatto, praticamente mai.

Di cosa parlerò

Questo podcast è prima di tutto un appuntamento settimanale per me. Due o tre ore di tempo – tranquilli, non parlerò per più di mezz’ora! – per fare il punto di quello che è successo nei sette giorni precedenti, “wins, losses – and everything in between”, come dice qualcuno a cui mi sono più che ispirato.

Ogni venerdì (mi) racconterò che cosa è accaduto a me e alla mia azienda – mob.is.it – sia per quel che riguarda gli aspetti economici, tecnici, commerciali e tutto il resto che per me è vita quotidiana. Senza veli, forse con un po’ di imbarazzo ma in maniera totalmente trasparente.

In più, proprio perchè questo non sia esclusivamente un noiosissimo soliloquio, in ogni puntata parlerò di un argomento che mi ha particolarmente colpito in quella settimana e che tendenziamente riguarderà la crescita e la vita di un’azienda sul web: marketing, product development, gestione, project management… insomma vedremo!

E tanto per cominciare subito, senza girarci attorno, il tema di questa settimana è il podcasting. Come si fa ad avviare un podcast? Che competenze, strumenti e software servono? E ad andare su iTunes e distribuirlo?

A chi parlerò

Prima di tutto a me stesso. Questo appuntamento mi servirà per alzare gli occhi dalla tastiera – si fa per dire – e osservare il sistema che ho creato e che voglio far crescere un po’ più da lontano. Il mio obiettivo è capire prima e meglio dove sta andando il business, quali e quanti obiettivi si stanno raggiungendo e se ha un senso “strategico” quello che stiamo facendo o no.

Mi auguro poi che questo genere di riflessioni possano essere utili anche a tutti coloro che hanno o vorrebbero avere un business, online o meno: la mia nicchia imprenditoriale è specifica – mob.is.it è un SaaS bootstrapped, tanto per parlare come si mangia – ma le sfide, i problemi, i progetti, i sogni, le frustrazioni e i guai sono abbastanza universali. Meno clienti di quelli che uno vorrebbe, meno soldi di quelli che uno sa di valere, più stress di quello che uno pensa di meritare, montagne russe emotive fra la sensazione di poter conquistare il mondo e il terrore di non valere niente, zero, di vivere in un film tutto nella nostra mente che non ha nessun legame con la realtà.

Per me è così, e se qualcuno ci si identifica, beh, siamo nella stessa barca e magari gli interesserà la storia che io voglio raccontare.

Da dove parto

mob.is.it è un’azienda piccola, piccolissima. Il suo MRR (le revenue mensili ricorrenti) sono state, a Settembre 2015, di €2.581. Praticamente fattura come una tabaccheria di un paese degli Appennini di 1000 anime o giù di lì. E ci ho pure messo quattro anni per arrivare a questo risultato.

E vabbè, vuol dire che il potenziale di crescita è molto alto, no?

Comunque, dal punto di vista del prodotto tutti i clienti e la maggior parte degli utenti sono piuttosto entusiasti (i testimonial che abbiamo sul sito sembrano finti ma la gente ci ha proprio scritto quella roba lì).

Il team è a mio modo di vedere molto valido (presenti esclusi): ho un fantastico CTO, Francesco Sciuti, un responsabile commerciale per l’Italia esperto e coi piedi per terra, Andrea De Angelis, e da qualche settimana una content marketing manager molto speciale che sento sarà un’importante tassello per la crescita che mi aspetto nei prossimi mesi. In più, fra qualche settimana sarò affiancato da una stagista che mi sembra molto sveglia e che dunque penso potrà darmi un’ulteriore mano ad arrivare agli obiettivi che voglio raggiungere entro 6 mesi.

Quella che manca è la traction. Non ho ancora trovato un modo sostenibile – l’ho accennato prima, siamo bootstrapped, cioè partiti con quello che io avevo soprattutto grazie ad una eredità che mi ha permesso di investire di tasca mia circa 25k euro e ci sosteniamo solo con le revenues che riusciamo a generare, senza finanziamenti o debiti esterni – dicevo, non ho ancora trovato un modo sostenibile per far crescere in maniera scalabile il numero e la qualità dei clienti. Abbiamo raggiunto un plateau molto, troppo in fretta e adesso la sfida è mettere in moto questo benedetto motore, far capire alla gente la validità della soluzione che proponiamo e cominciare a guadagnare, seriamente.

Dove voglio arrivare

Possiamo fare tutti i voli pindarici che vogliamo, avere tutti i più belli e luminosi ideali della storia dell’umanità, immaginare la vision più radiosa che il genere umano abbia mai sognato – ma un imprenditore si valuta dalla sua capacità di produrre profitto. Sennò andava a fare il santone, il missionario o il cooperante: se hai un’azienda, se vuoi avere un’azienda devi produrre denaro. E se non produci denaro hai fallito, ed è solo colpa tua. Punto.

Oh, adesso che mi sono tolto questa cosa dallo stomaco – e non è facile accettare questo come verità “assoluta” – possiamo parlare di obiettivi concreti.

Io voglio che mob.is.it produca in maniera sostenibile – cioè con EBITDA medio del 30% almeno – oltre 10.000 € di MRR (revenue ricorrenti mensili) entro 6 mesi da oggi.

Ecco la meta di questa prima parte del mio viaggio, questo è l’obiettivo che mi sono prefisso da oggi. Ogni settimana aggiornerò questo “diario di bordo”, raccontando attraverso le vicissitudini ed eventi della mia vita imprenditoriale il mio percorso di avvicinamento a questo traguardo, così vicino – per quello che so che con il mio team abbiamo fatto – eppure così lontano per una miriade di piccoli, medi e grandi ostacoli.

Si parte!

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